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“Qualunque persona incontriamo ha un messaggio per noi. Gli incontri casuali non esistono, e il modo in cui reagiamo a tali incontri determina se siamo in grado di riceverlo. Se parliamo con una persona che abbiamo incontrato e nelle sue parole non troviamo il messaggio relativo alle nostre attuali domande, ciò non significa che il messaggio non c’era. Semplicemente, per qualche ragione non siamo riusciti ad afferrarlo.” [James Redfield, “La profezia celestiale”].

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sabato, 27 giugno 2009
Postato da Trinakria

La mancanza di coerenza mi pare essere una costante del comportamento quotidiano degli uomini del nostro tempo. Sono in molti –  forse troppi – coloro che alle parole non fanno seguire una corrispondente azione e rendono il risultato finale diverso dall’intento iniziale. Ma il presupposto fondamentale su cui si basa la fiducia negli altri non è forse la loro capacità di essere coerenti? Oppure dobbiamo credere che la coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive di immaginazione (Oscar Wilde) o è la virtù degli imbecilli (Prezzolini)?! La coerenza - in realtà - è un fardello scomodo poiché i nostri desideri si possono scontrare con le nostre convinzioni… La mancanza di esperienza diretta o la perdita di controllo in situazioni confuse che generano tensione sicuramente aumenta l’incongruenza delle persone. La mancanza di coerenza non è segno di genialità (come vorrebbero alcuni); necessita più che mai il coraggio della coerenza, purché non diventi stupida ossessione.

 

Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.

( Proverbio Arabo)

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mercoledì, 17 giugno 2009
Postato da Trinakria

La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?”.
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’Universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi.
Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente,
diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela
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mercoledì, 10 giugno 2009
Postato da Trinakria

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sabato, 09 maggio 2009
Postato da Trinakria

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mercoledì, 06 maggio 2009
Postato da Trinakria

Lodare pubblicamente con scritti, ovvero celebrare. Mi corre l'obbligo. Questo blog compie un anno. Sono incredulo per le 6.000 visite ricevute (500 al mese - 15 al giorno in media) e ringrazio tutti voi. La ragione per cui avevo iniziato a scrivere è molto differente da quella per cui continuo e rimandandovi al post di inizio anno intitolato "Writing" mi chiedo: "Ehi, cazzone, ma perchè scrivi?"...
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mercoledì, 22 aprile 2009
Postato da Trinakria

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mercoledì, 25 febbraio 2009
Postato da Trinakria

Il viaggio ci conduce tra piacevoli colline di origine vulcanica in un’area termale tra le più famose d’Europa e – nonostante la stagione ancora invernale – si possono distinguere  diverse tipologie di associazioni vegetali. Pernottiamo tra le mura dell’avamposto difensivo a sud di una città sede di una prestigiosa ed antica università. La prima goliardica tappa a due passi dalla casa del Petrarca che scriveva di questo luogo incantevole: « Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo ».  Vini sinceri di colore giallo paglierino dal profumo gradevole e delicato, e cibi genuini, protagonisti gli animali di corte,  lasceranno un ricordo durevole.

Giungiamo nella città italiana con il più alto flusso turistico, universalmente considerata tra le più belle città del mondo. Presto siamo nel cuore del centro, nell’unico spazio definito piazza. Visitiamo il più noto esempio di architettura bizantina in Italia con le sue splendide decorazioni a mosaici dorati. Accedendo al museo si può anche salire e vedere la piazza dall’alto. Un punto di osservazione privilegiato per assistere al festival delle rievocazioni storiche in cui giullari, menestrelli, acrobati, trampolieri, commedianti dell’arte e musici danno vita a colori, suoni e suggestioni tra Medio Evo e Rinascimento. Dodici ragazze del posto sfilano in un corteo suggestivo, ricco e colorato, accompagnate da gruppi storici e costumi antichi, si chiama la Festa delle Marie. Ogni scorcio non cessa di incantare. Tra le calli di questa meravigliosa città si svolge una continua rappresentazione di teatrale allegria e giocosità, tutti in maschera a celebrare il fascino di un mondo fatto di balli, scherzi, galà esclusivi e romantici incontri chiamato carnevale. Al rientro il più antico e famoso ponte in pietra ad arcata unica coperto da un porticato ci assorbe con le due file di negozi lungo i lati. Un tramonto indimenticabile pone fine alla visita.

Il giorno seguente passiamo a trovare un famoso francescano portoghese – grande taumaturgo – i cui resti sono conservati in una Basilica meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Un’esperienza spirituale che cerco di ripetere ogni anno. Un colloquio intimo e adorante con il Santo e la mano sulla sua tomba invocando una supplica/richiesta mi aiuta a superare talune inquietudini e donare un pizzico di speranza alle persone cui sono affezionato.

Si cambia città. Un anfiteatro romano sede del celeberrimo festival lirico e anche della serata finale del Festivalbar ci accoglie.  Poco lontano si consuma – tra leggenda e realtà –la tragedia narrata da Shakespeare. Fantasiosi restauri lasciano credere che qui si sia compiuta una delle storie d’amore più popolari di ogni tempo, l’archetipo dell’amore perfetto. Il notissimo musical West Side Story vinse ben 10 oscar evocando i sentimenti amorosi così mirabilmente e poeticamente descritti dal dramma scespiriano. Si chiude la visita con una passeggiata nella piazza più antica della città con i suoi edifici medioevali, animata da un colorato mercato costituito da bancarelle con i suoi tipici ombrelloni bianchi.

La perla del lago ci ospita per la cena.  Una penisola in cui sorge il centro storico pieno di negozietti alla moda tra vestigia romane e medioevali.  Contemplativa e silenziosa al nostro arrivo ma piena di vita e movimento nella bella stagione.  Si riparte.

Ed è la volta della perla del golfo che ci accoglie dopo aver attraversato l’Italia da Est a Ovest. Una piccola e bella insenatura naturale, dominata da un promontorio su cui spicca un imponente castello da dove si gode un meraviglioso panorama. La rilassante passeggiata sul lungomare ci conduce alla piazzetta principale da cui si diramano le caratteristiche e colorate abitazioni allineate lungo gli stretti carruggi [ogni odore è un ricordo che torna a bruciapelo e porta via i giorni sbagliati...]. Di fronte si trova un borgo altrettanto suggestivo - che visiteremo il giorno seguente - inserito tra i patrimoni  dell’umanità dell’Unesco. Questi luoghi hanno cullato miti lontani e singolari e ispirato noti poeti…  Indimenticabile cena in un ristorante con un menù fisso (che varia a seconda del pescato) accompagnata da un bianco vermentino dei colli. Una decina di antipasti squisiti, grigliata e frittura finale eccezionali! Prezzo onestissimo.

L’ultimo giorno si fa tappa in una delle aree naturali più incontaminate della costa, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Cinque miglia di costa rocciosa racchiuse da due promontori, cinque paesini arroccati su speroni di pietra in minuscole insenature uniti da sentieri percorribili a piedi aggrappati su scogliere a strapiombo tra cui il più celebre: la Via dell’Amore. La viticoltura, tipica della zona, ha contribuito a creare un paesaggio unico al mondo con i tipici muri a secco, caratteristici delle colline a strapiombo sul mare cristallino con baie, anfratti ed incantevoli spiaggette tra gli scogli. Panorami mozzafiato.

Un viaggio di cinque giorni [quasi 1.500 Km] in cui il desiderio di conoscenza si è mescolato con la riconquista della serenità, il confronto, maggiore conoscenza dell’altro e del diverso.

Mi sento fortunato. Anche grazie a lei.

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venerdì, 13 febbraio 2009
Postato da Trinakria

Questo stato affettivo di tipo fuggevole ha spesso pervaso la mia vita dell’ultimo periodo. Eventi, scene, esperienze si sono succeduti ed hanno avuto quali protagonisti persone incontrate quasi per caso ed ognuna di loro mi ha lasciato un messaggio stimolante provocando in me reazioni/emozioni diverse .  Gioia, allegria, appagamento, eccitazione, speranza, sorpresa, rimorso, vergogna, paura… Non sempre ho saputo dare una risposta adeguata. Non riesco a trattare gli altri esseri umani secondo i miei bisogni narcisistici e per tale ragione – talvolta – ho una sensazione di rammarico (turbamento morale). Non conosco i contorni precisi di quali possibilità mi offriranno questi incontri ma sono ugualmente fiducioso. Se la felicità è una condizione di benessere dell’essere umano, ultimamente sono stato molte volte felice e appagato perché ho provato piaceri naturali e necessari come l’amicizia, il cibo, l’amore…

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venerdì, 30 gennaio 2009
Postato da Trinakria

Amo te.

Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt’uno con lei,
pur essendo se stessi.
Accettarla così com’è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.
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domenica, 18 gennaio 2009
Postato da Trinakria

La relazione con LEI è molto delicata e coinvolgente, giacché è sempre, prima di tutto, una relazione tra due universi emozionali. LEI, infatti, è un sensibilissimo radar delle mie emozioni, dei miei stati d’animo, molto abile nel leggere con chiarezza dentro di me e vedermi per come realmente sono. Questo perché è in grado di indovinare in maniera infallibile ogni mia reazione emotiva, a prescindere dal significato delle parole che pronuncio [che lei non comprende], leggendo il linguaggio del corpo, le variazioni di tonalità e d’intensità della voce. Perché io e LEI non parliamo la stessa lingua…

LEI reclama costantemente la mia capacità di mettermi in gioco e mi insegna a governare certe emozioni senza la necessità di negarle o di rimuoverle e, allo stesso tempo, riuscendo a non lasciarmi travolgere da esse: per sapere cosa vede LEI quando mi guarda e cosa vedo io quando guardo LEI.

Posso comunicare serenamente con LEI, pur non parlando inglese, attraverso un linguaggio empatico che mi piace e le piace, perché LEI non parla alla mia parte razionale, perché parla con la voce dell’istinto. E per ascoltarla veramente devo ascoltarla con la mia parte istintiva, anche se comunicare con LEI è molto più difficile di quanto possa sembrare. Non bastano le buone intenzioni. Una relazione autentica.

LEI non ha ancora compiuto CINQUE anni ed è la figlia che avrei sempre voluto avere…

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